Archive | giugno 2012

cos’è HERBY


Amministratori, ingegneri e architetti oggi sanno che per  realizzare città sostenibili si deve:

-Preferire i modelli urbanistici reticolari con nodi compatti, densi e tridimensionali

-Favorire la pedonalità e i mezzi pubblici limitando l’abuso dell’auto privata.

-Razionalizzazione delle reti energetiche, idriche, fognarie…

-Adattersi alle condizioni climatiche favorendo la presenza del verde anche nelle zone più densamente costruite.

Il difficile è tradurre queste indicazioni in modelli semplici, ripetibili ma allo stesso tempo adattabili ai diversi sistemi economici locali,   che siano gestibili “spontaneamente”      dalle imprese,   semplici da finanziare,   facilmente “commercializzabili”, perciò con le dimensioni più contenute possibili,   in grado di essere gestite con gradualità e per fasi successive,      che permettano massima la flessibilità d’uso nel tempo.

Queste caratteristiche non devono necessariamente essere applicate al 100%, dappertutto, in modo totalitario… E’ sufficiente che creino quella struttura reticolare/nodale necessaria  a garantire il buon funzionamento di una città.

Come Herby da una risposta a queste esigenze:

Genera un modello tridimensionale denso con precise caratteristiche:

Mantiene l’impostazione originaria delle città storiche  basate sullo stretto rapporto strada-edificio rendendola tridimensionale utilizzando una direttrice elicoidale.

green architecture

Concentra l’idea in un singolo edificio di varie forme anche di  media grandezza facilmente gestibile da qualsiasi imprenditore immobiliare.


Vertical city herby

Arricchisce il percorso elicoidale con giardini pensili, rampe percorribili da disabili (pendenza 8%), spazi pubblici di vario genere.

Vertical city green

super green city

versione super green

Green public space

Rende l’edificio di media grandezza integrabile in maniera più naturale nei contesti preesistenti.

green vertical city

Al posto della solita scatola di vetro

propone questa alternativa:

Ascensori e scale mobili possono essere aggiunti senza però  che queste tecnologie sostituiscano totalmente la mobilità naturale dell’uomo.

L’edificio HERBY è integrabile in maniera semplice e concentrata con i più avanzati sistemi di trasporto pubblico come il PRT (personal rapid transit).

Ecomobility PRT

 

L’edificio HERBY, in questo caso, contiene fermate, può reggere linee sospese, e collega il tutto a livello suolo tramite un nuovo tipo di spazio pubblico. (vedi articolo sul nodo superlight)

eco mobility

Vertical city PRT

Nuove forme urbane con una precisa funzionalità.

Tutti questi aspetti generano una città verde e innovativa che riconsidera allo stesso tempo gli aspetti storico-urbanistici validi ancora oggi,  perfezionati da migliaia di anni, basati sull’uomo (pedone) .

 

eco bridge

Green building brick

In quest’ultimo esempio un sovrappasso pedonale diventa uno spazio pubblico continuo che si snoda attorno a due edifici HERBY.

 

HERBY + PRT “superlight”

Alcuni esempi virtuosi di risanamento di città (in forte crescita ma ancora molto povere) evidenziano che le soluzioni che operano sul tessuto esistente senza pretendere di eliminarlo hanno più possibilità di successo.

L’esempio più famoso è quello di Medellin, in Colombia, dove l’intelligente e coraggiosa amministrazione di Sergio Fajardo è riuscita a realizzare nelle favelas una serie di importanti edifici di carattere pubblico/sociale connessi con un sistema di trasporto   basato su funicolari aeree, in grado di evitare estesi interventi di demolizione degli insediamenti spontanei.

ecomobility herby 01

Tenendo presente questo tipo di esempi è stato profondamente ripensato il sistema dei nodi e l’abbinamento Herby + PRT, in particolare:

– sfruttando al meglio le possibilità del sistema PRT  Sky-Cab™, con una complessa intersezione che concentra in uno spazio molto ridotto le fermate per 7 veicoli,  stoccaggio di altrettanti, corsie di accelerazione e decelerazione dei veicoli…

-semplificando gli edifici Herby di supporto riducendoli ad un unica torre centrale che adotta uno schema strutturale regolare ed efficace eventualmente in grado di essere surdimensionato per reggere, con tipologie strallate, le linee PRT anche su luci di qualche centinaio di metri.

Otteniamo  un prototipo semplificato, concentrato, standardizzabile  (con un numero limitato di soluzioni distributive), flessibile, con dimensioni relativamente contenute,  in grado di offrire numerose possibilità di inserimento anche in aree già urbanizzate.

Ecomobility building 07

I vantaggi sono enormi:

Le  “unità ripetitive” herby+PRT hanno dimensioni non banali ma totalmente nei limiti delle possibilità tecniche correnti dell’industria delle costruzioni di qualsiasi parte del mondo.

Il punto precedente è fondamentale  per una gestione finanziaria semplice e appetibile ad un’ampia varietà di operatori economici anche privati.

La rete urbanistica basata sui “moduli” Herby + Prt  è facilmente ampliabile e modificabile nel tempo;  integrata con parcheggi  multipiano nei nodi periferici contribuirà a decongestionare i centri urbani, migliorando quindi  anche la circolazione delle auto.

L’altezza della linea PRT non è più un problema. L’edificio herby è perfettamente in grado di servire una linea che si trova anche a 7- 8 piani da terra.  La superficie a verde pensile sulle rampe elicoidali, in questo caso è 1,5 volte quella coperta dalla base dell’edificio.

In riferimento all’immagine sopra (Shanghai), la linea sospesa potrebbe servire anche per sistemare il caos di cavi elettrici  che rovina l’aspetto di molte città…

A differenza delle funicolari i sistemi strallati resistono meglio alla forza del vento e sono in grado di effettuare, in pianta, andamenti curvilinei.   (più ridotte le pendenze che devono mantenersi entro il 7 – 8%)  Ogni fermata in corrispondenza delle torri herby permette la sosta di circa 7 veicoli. Nelle ore di punta i veicoli possono viaggiare in configurazione aggregata (trenino) pertanto la fermata può facilmente gestire questa eventualità.

Con questa idea possiamo connettere urbanizzazioni in zone montuose, o con terreni problematici come quelli a ridosso dei fiumi, o parti di città con molti ostacoli infrastrutturali a livello suolo (ferrovie, autostrade…).  Infinite le possibilità di immaginare, concretamente, la green city del futuro, dove l’uomo possa vivere in contatto con i suoi simili, senza essere schiavo delle tecnologie che esso stesso crea e in armonia con la  natura…